La moda (e il freddo) a Vienna secondo la voce del blog “Se anche il Ragionier Ugo espatria”

In questo continuo fluttuare da un blog di moda e l’altro in cui il tema principale sembra semplicemente fotografare cosa indossare per andare in ufficio, a fare la spesa e persino buttare la spazzatura… scherzo questo outfit non è tra i più richiesti quindi non troverete eminenti consigli in merito … spesso si perde di vista l’importanza di abbracciare gli svariati argomenti che può offrire l’affascinante mondo della moda, cercando persino di persuadere anche il più cinico lettore che considera questo mondo frivolo e pieno di orpelli vanesi.
Nessuna presunzione di innocenza, come tutti anche il mio blog vuole essere un diario di viaggio, una piattaforma sulla quale condividere punti di vista, racconti, informazioni e quesiti trasversali mentre utopicamente attendo l’opportunità di avere una rubrica “filosoficamente di moda” tutta mia a tiratura nazionale 😉
Dedita alla lettura dell’ultimo post di “Se Anche il Ragionier Ugo espatria” e meditavo su come potesse essere la mia vita all’estero (non ho mai definitivamente rimosso la possibilità di lasciare il Bel Paese) mi son chiesta come vivono la quotidianità tessile in Austria.
Le grandi capitali della Moda dettano le nuove tendenze in tutto il mondo ma come vengono recepite realmente nei vari contesti geografici?
Ed eccomi a scambiare quattro chiacchiere con Roberta e a considerare il freddo come incognita di un’ equazione in cui le condizioni sono esplicitamente enunciate nel problema stesso.

http://asaperloprima.altervista.org
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Nonostante il suo blog non parli di moda sono curiosa di conoscere le abitudini dei Viennesi. La prima domanda può sembrare semplicistica ma come ci si approccia al freddo austriaco?

In realtà pensavo di prendere meno freddo rispetto a quando vivevo in Germania, invece ho beccato uno degli inverni più freddi degli ultimi anni, persino il Danubio era congelato. Quindi, ci si approccia male se hai sangue mediterraneo che ti scorre nelle vene. Inoltre Vienna è una città abbastanza ventosa, quindi l’unica soluzione per sopravvivere è uscire conciata come l’omino della Michelin.

Le donne rinunciano ad una scarpa décolleté in favore di uno scarponcino?

Direi più che volentieri. La moda va bene ma in questi casi la salute e la praticità negli spostamenti vengono al primo posto. Ricordo che anni fa dei parenti tedeschi vennero a trovarci a Pistoia. Era estate, faceva caldo ma in piazza c’erano delle ragazze con gli stivaletti (alla moda). Loro rimasero inorriditi…come si può portare uno stivale quando ci sono almeno trenta gradi all’ombra? Lo stesso principio viene applicato quando è freddo. Non dimentichiamo il famoso calzino di spugna con i sandali!

Scarpe e neve: due mondi a confronto ed eventuali cadute (non di stile…)

Gli scivoloni con annessa caduta sono il mio peggiore incubo quando fuori ghiaccia. Il problema della neve invece è il pantano che si viene a creare in città una volta che inizia a sciogliersi. Anche in quel caso ci sono dei punti in cui è davvero un attimo ritrovarsi sdraiati a terra e il tipo di scarpa ha un ruolo essenziale. Troverai sempre, in una città come Vienna, qualche donna che oserà mettere una scarpa primaverile in inverno, ma sono casi isolati. La gente qui si copre, quanto noi e a volte più di noi. Per quanto riguarda la neve volevo aggiungere che i blocchi che si staccano dai tetti, rischiando di travolgerti in pieno, renderebbero qualsiasi donna poco glamour se centrata in pieno! ☺

La popolazione è particolarmente dedita alla cura dell’abbigliamento e al modo in cui si viene percepiti? O semplicemente l’abito non fa il monaco?

L’abito fa il monaco, quasi ad ogni latitudine. Sarebbe bello se non fosse così ma la superficialità batte ancora l’essenza dieci a uno. Diciamo più che altro che in una città come Vienna è possibile ammirare infinite mode, tendenze, colori. Passi dal rasta vestito come capita alla coppia che si sta recando all’Opera e trasuda eleganza e classe da ogni poro. Il bello di questa città è proprio la varietà di costumi, in centro puoi trovare vetrine da sogno e le migliori marche del mondo. Alla stessa maniera trovi negozi che hanno prezzi abbordabili e merce prodotta in serie. Vienna offre tutto, da dove attingere dipende solo ed esclusivamente da quanto sia pieno il tuo portafoglio. Ricordiamoci anche che è la città dei valzer e, soprattutto nel periodo dei balli, è un tripudio di eleganza, degna della migliore favola.

Le differenze principali nel modo di vestire tra italiani, austriaci e tedeschi?

Allora, in Germania (parlo della zona in cui abitavo io) sono rimasta scioccata dal terribile modo in cui si vestono i tedeschi. Ha ragione Enrico Brignano quando dice che al mattino si riempiono di colla, si tuffano dentro l’armadio ed escono con quello che gli è rimasto appiccicato addosso. Qui a Vienna invece, come ho già detto, c’è molta gente che si sa vestire benissimo. Devo dire però che, a parità di abito, nessuno ha la classe e il portamento di un italiano.

E soprattutto qual è lo stile di “Se anche il Ragionier Ugo espatria”?

Io amo stare comoda, se non mi sento a mio agio con i vestiti puoi stare certa che le mie solite figuracce subiranno un notevole incremento. Un po’ come Sansone, lui perdeva la forza senza capelli, io perdo la sicurezza se indosso abiti scomodi. Amo alla follia i pantaloni e fosse per me andrei tutto l’anno in giro con quelli, una bella maglia e il mio giubbottino sagomato. Il freddo mi impedisce di rendere reale il mio sogno. Sono un’amante della praticità e della sobrietà, però mi piace molto eccedere con gli accessori, occhiali e cappelli in particolar modo. In questi casi direi proprio che l’abito fa il Ragionier Ugo! ☺

Grazie Alessia per questa piacevole intervista e ti spetto a Vienna, categoricamente in magliettina e pantaloni!

http://asaperloprima.altervista.org
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Tutto questo freddo austriaco mi ha fatto venir voglia di una Sachertorte (ogni scusa è buona per cedere alla voglia di un dolce!) e di conoscere altre realtà europee del vivere la “quotidianità tessile” e porre l’annoso quesito: comodità o estetismo?

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Έτσι, δεν γνωρίζω ... "Io so di non sapere" ma grazie alle infinite risorse della Rete mi esercito ogni giorno per cercare di aggiungere un tassello in più al proscenio del mio scibile. In cosa sono laureata? Scienze filosofiche. Giornalista - Dalla raggiante Catania (Acicastello Informa) mi sono spostata a Roma dove lavoro come Account executive dell'azienda Lexmedia; sono web editor, fashion passionate e amante dei viaggi.

2 thoughts on “La moda (e il freddo) a Vienna secondo la voce del blog “Se anche il Ragionier Ugo espatria”

  1. Checche se ne dica… l’italiano si riconosce sempre! Sopratutto se il paese in cui va in visita è noto per essere freddo… la bardatura ermetica a prova di bomba ha il marchio tutto tricolore! Se poi sulla scarpa si scorge l’H inconfonbile, allora è proprio lui: vero Made in Italy!

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