AltaRoma, Harper’s Bazaar e Camillo Bona

Settimane dopo aver partecipato alle sfilate, finalmente, mi ritrovo davanti al mio pc per poter descrivere le sensazioni che AltaRoma ti regala: è il tempo di realizzare, metabolizzare e sorridere della piacevolezza di questa esperienza.
La mia Moleskine è ricca di appunti e figlia di un’austera selezione.
Oggi parlerò della collezione di Camillo Bona e di quanto possa essere piacevole l’attesa pre sfilata soprattutto se uno studente dell’accademia di moda francese, e i suoi compagni, siede al tuo fianco e ti chiede se scrivi per Harper’s Bazaar.
Due sono le eventualità: o il mio viso ispira serietà e professionalità (e la cosa mi lusingherebbe in una maniera indescrivibile) e non ha visto il mio badge oppure il look total black, a discapito dell’obiettivo dei fotografi alla ricerca delle bestie dello street style, è un chiaro segno caratterizzante della stampa estera del settore. Baldanzosa per l’accaduto punto gli occhi sulla passerella, si abbassano le luci ed inizia la sfilata di Camillo Bona.
In prima fila Silvia Venturini Fendi e le giornaliste di Vogue e La 7 si scambiano occhiate complici sulle creazioni dello stilista: un omaggio all’epoca dello splendore romano.
Può una città come Roma oggi essere sotto i riflettori solo per la sua incuria? Ma questo è un’altro capitolo… Tornando alla sfilata di Camillo Bona, argomento principe di questo articolo, si può subito notare la volontà di un ritorno al classicismo nelle sue linee e una prevalenza del colore bianco, richiamo all’architettura marmorea della Capitale. Trenta abiti dal sapore malinconico compongono una coreografia perfetta. La sua collezione è il richiamo all’aurea primavera latina.

Foto con iPhone ~ Gnoseologia della moda

I giochi di trasparenza rendono più giovanile la collezione ed è grazie a questo tocco di iper femminilità che egli riesce a proiettare la sua donna nell’epoca contemporanea. Il connubio tra tradizione e azzardata modernità riesce a regalare un effetto armonico, i suoi vestiti possono essere così indossati da donne di qualsiasi età.

Foto con iPhone ~ Gnoseologia della moda

La Dolce Vita, ridondante tema romano espresso anche attraverso le acconciature un po’ troppo retrò, riporta in scena l’utilizzo delle perle. Il gioiello, grande e vistoso, viene qui concepito per una donna sicura di sé e senza tempo.
E come quelle donne in passerella eleganti ambasciatrici del Made in Italy e rappresentanti del concetto di bello e del valore positivo sciovinistico, oggi dovremmo riportare in auge i nostri prodotti, le nostre idee e amare le nostre città.

Foto con iPhone ~ Gnoseologia della moda
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Έτσι, δεν γνωρίζω ... "Io so di non sapere" ma grazie alle infinite risorse della Rete mi esercito ogni giorno per cercare di aggiungere un tassello in più al proscenio del mio scibile. In cosa sono laureata? Scienze filosofiche. Giornalista - Dalla raggiante Catania (Acicastello Informa) mi sono spostata a Roma dove lavoro come Account executive dell'azienda Lexmedia; sono web editor, fashion passionate e amante dei viaggi.

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