La settimana della moda a Berlino: ZEIT magazin x VOGUE Konferenz Mode & Stil

In attesa dell’inizio della nuova stagione di AltaRoma strizzo l’occhio alla Berlin Fashion Week.
La capitale tedesca è un vortice di avanguardie che diventano salienti durante la settimana della moda: eventi e presentazioni delle collezioni autunno-inverno 2017/2018 sono il crocevia fondamentale per sancire quanto il concetto di moda sia importante, anche in maniera latente, nelle nostre vite.
Tra i vari appuntamenti, menzione speciale è quella da rivolgere a “ZEIT magazin x VOGUE Konferenz Mode & Stil” con il suo così attuale e non stereotipato tema: “è la moda, stupido!” un’affermazione diretta e coincisa che dimostra come il settore in questione riesca a toccare tutti coloro che non sono presumibilmente interessati direttamente al mondo delle nuove tendenze.

Arte, moda, fotografia, car design, sostenibilità in un racconto corale.

PH. vogue. de
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Tradizionalmente, il ZEIT magazine x conferenza VOGUE inizia con il discorso del direttore della rivista Tillmann Prüfer. Ma questa volta, l’editor-in-chief di ZEITmagazine, ha introdotto un ospite d’eccezione: la moglie dell’ambasciatore americano Kimberly Emerson in un abito a firma Berlino Nobi Talai e posto l’accento sull’insediamento di Trump nonché sulle conseguenze che si avranno nel prossimo futuro.

epa05734905 US President Barack Obama (R) and Michelle Obama (L) pose with President-elect Donald J. Trump and wife Melania at the White House before the inauguration in Washington, DC, USA, 20 January 2017. Trump won the 08 November 2016 election to become the next US President. EPA/KEVIN DIETSCH / POOL
epa05734905 US President Barack Obama (R) and Michelle Obama (L) pose with President-elect Donald J. Trump and wife Melania at the White House before the inauguration in Washington, DC, USA, 20 January 2017. Trump won the 08 November 2016 election to become the next US President. EPA/KEVIN DIETSCH / POOL

Come primo tema è stato affrontato “la donna nel mondo arabo”. Anum Bashir, fondatrice e consulente creativo di desertmannequin.com, ha sottolineato ancora una volta che lei non corrisponde allo stereotipo classico di una donna araba, ma che il modo canonico di pensare la donna non è più allo stesso tempo attuale. Molte donne sono vestite alla moda e sono orientate a seguire le nuove tendenze. Il mondo vede i Paesi arabi come in una fase di “transizione”, in cui la vi è una febbrile attenzione verso la novità. Lampante, infatti, notare come alcuni designer, non solo arabi, riescano a mescolare tradizione e modernità, reinterpretando anche un indumento tipico come l’Abaya.

PH. vogue. de
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Il pubblico era in attesa dell’ intervista di Christiane Arp con Livia Giuggioli Firth, famosa moglie dell’attore premio Oscar, eco-attivista dal 2007.

Chi è Livia Giuggioli Firth?
Romana, britannica d’adozione, è la direttrice creativa di Eco Age, il primo negozio ecologico ed etico a Londra, co-fondato con il fratello. Per la sua attività ha ricevuto il Green Award in occasione del Harper’s Bazaar Women of the Year Awards 2013. Divulgatrice e promotrice di quella che si potrebbe definire educazione alla sostenibilità della moda, mette in primo piano argomenti come lo sfruttamento, i costi, la giustizia sociale strettamente correlati al piano del “fast fashion”.

Eco-Age is an ideas consultancy which powerfully aggregates global thought leaders and influencers to address the compelling issues and opportunities of our day by delivering solutions, through ethical and sustainable values.
We have a market leading track record for addressing sustainability issues across complex supply chains, in broad industry sectors, for the mutual benefit of people and planet.

Da una recente intervista su “Io Donna – Il periodico femminile del Corriere della Sera” a firma di Andrea Giordano è facile comprendere il file rouge che promuove la sua idea in materia di sensibilizzazione:

– Ci hanno venduto il mito che acquistare una T-shirt a cinque euro, o un vestito a dieci, era democratico, ma la realtà è che oggi siamo assuefatti da questo meccanismo, è diventata una droga. Molte persone comprano, accumulano e poi buttano via, anche senza mai indossare. Il Signor Ortega, proprietario di Zara, il secondo uomo più potente del mondo, o il Sig. Erling Persson fondatore di H&M, non sono diventati certo milionari perché i poveri del mondo si comprano i loro vestiti! Quindi piuttosto di dire quali sono i posti migliori dove poter comprare in maniera sostenibile, dovremmo forse partire dal nostro guardaroba. La moda è diventata un manifesto femminista, il fatto che le donne consumino così a livelli assurdi, ha ripercussioni sulle altre che invece producono per noi.

Da questo assunto ritengo si possa comprendere in toto la sua linea di pensiero.

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Anche durante “ZEIT magazin x VOGUE Konferenz Mode & Stil” ha invocato la necessità di affrontare attivamente l’industria del fast fashion sottolineando come le grandi aziende non cambieranno la loro strategia se non quando gli acquirenti modificheranno il loro comportamento d’acquisto.

Le grandi case di moda, così come i marchi di lusso devono seguire le nuove tendenze così rapidamente che è quasi impossibile utilizzare materiali alternativi e metodi di produzione ad alta sostenibilità. Livia Firth ritiene molto importante mostrare alle nuove generazioni che non è una vergogna indossare lo stesso capo d’abbigliamento più volte. “Oggi non possiamo più far finta di non sapere come i i vestiti vengano prodotti”, una dichiarazione struggente, fonte di profonda riflessione, genitrice di un applauso di ammirazione e approvazione.

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A seguire importanti anche gli interventi dell’economista Pascal Morand, presidente esecutivo della Fédération française de la couture, du prêt-à-porter des couturiers et des créateurs de mode: egli vede il cambiamento nel mondo della moda molto positivamente. Le influenze digitali sono una rivoluzione e ci portano a prestare maggiore attenzione a ciò che accade nel mondo e cosa vogliono i clienti in tempo reale. Ma d’altro canto vede più in pericolo la creatività, principio fondamentale per questo settore.

Floriane de Saint Pierre, uno dei più importanti networkers moda si sofferma sul fatto che la moda rifletta l’evoluzione della società. Un buon design di moda è il riflesso del movimento sociale e dello spirito del tempo. Hanno dato l’esempio Nicolas Ghesquière, Alexander Wang e Demna Gvasalia come direttori creativi di Balenciaga e simboleggiano la gioventù. Lo stesso vale per Tom Ford e Alessandro Michele: hanno offerto a Gucci quel che il momento storico dettava.

“La moda deve riflettere l’evoluzione della società”

Mettere da parte i tecnicismi della progettazione per agevolare il flusso di coscienza creativa, è questa la chiave di lettura per quest’intervento.

Dulcis in fundo a concludere l’incontro Christian Felske (car designer per Volkswagen BlueSport concept) Pierpalo Ferrari (artista del duo creativo con Maurizio Cattelan), Ingo Wilts (Chief Brand Officer Hugo Boss).

Tra tutte le attività svoltesi durante la Berlin Fashion Week questa ha colpito la mia attenzione poiché in maniera trasversale abbraccia il concetto fondamentale sulla quale è basato questo blog.

Come più volte ribadito Gnoseologia della moda saggia la necessità di un odierno storytelling che descriva la rappresentazione dell’io interiore ed esteriore attraverso esperienze dirette. Si intende analizzare il Weltgeist (lo spirito del mondo) dal punto di vista del cinema e sopratutto della moda, attraverso studi analitici e approfondimenti. La moda e le mille sfumature ad essa strettamente connesse è un tassello fondamentale della modernità, è il vocalizzo imprescindibile delle nostre vite.

La moda è più potente di quanto si possa pensare e dovrebbe essere presa più sul serio in tutti gli ambienti e non solo dentro i laboratori creativi. Chiunque pensi di poter sfuggire alla moda è del tutto fuori strada, come può essere comprovato da questi diversi punti di vista.

zeitxvoguekonferenz

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Έτσι, δεν γνωρίζω ... "Io so di non sapere" ma grazie alle infinite risorse della Rete mi esercito ogni giorno per cercare di aggiungere un tassello in più al proscenio del mio scibile. In cosa sono laureata? Scienze filosofiche. Giornalista - Dalla raggiante Catania (Acicastello Informa) mi sono spostata a Roma dove lavoro come Account executive dell'azienda Lexmedia; sono web editor, fashion passionate e amante dei viaggi.

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