Che ci facevo a Copenaghen?

 

Scrivo questo articolo mentre attendo il mio volo per Catania. Sicuramente avrete la possibilità di leggerlo su Gnoseologia della moda solo domani, ma credo non ci sia niente di più bello che dar “voce” al proprio flusso di coscienza.
Esattamente una settimana fa mi trovavo in Danimarca ed oggi sono pronta per tornare a casa, quella vera, quella dal sapore “agro-dolce”. Non ho bagagli, solo la mia grande borsa rossa e la mano stretta a quella di Paolo.
Potrà sembrare scontato ma viaggiare è un dono, conoscere nuove popolazioni e nuove terre è come avere a priori la percezione del senso universale. Nessuna riflessione filosofica sulla gnoseologia bensì un semplice inno al “viaggio”. Certamente tornare a casa non è da intendersi come dinamica esplorativa, forse più una vacanza rispetto all’attuale quotidianità.
L’anno dei miei Trenta ha portato tanti cambiamenti nella mia vita, sorrido nonostante le vicissitudini e continuo a viziarmi ogni volta che mi è possibile.
Non escludo la possibilità di fare a breve un viaggio “wild” … ma alla Lorelai Gilmore.
Questa lunga introduzione, semplicemente, per urlare quanto io sia fortunata ad aver fatto capolino nella fredda Copenaghen la settimana scorsa.
Il naso, purtroppo non alla francese di Gnoseologia della Moda, dopo essere stato a Bologna, Londra e in provincia di Agrigento è arrivato agli sgoccioli dell’anno nella capitale danese.
La prima cosa che mi ha colpito appena messo piede in aeroporto? L’estrema facilità con la quale è possibile raggiungere la Svezia … attraversando semplicemente un ponte. Ebbene si! È il ponte di Øresund una tratta stradale e ferroviaria di 15,9 km che collega le città di Copenaghen (Danimarca) e Malmö(Svezia) … due Nazioni differenti! Wikipedia mi suggerisce anche la nota che la strada è stata “realizzata tramite tunnel sottomarino e ponte – congiunti in un’isola artificiale appositamente creata – che attraversano l’omonimo sound.” Secondo voi a cosa, inevitabilmente, il mio pensiero si è agganciato? Si, avete intuito bene! Sono certa che un giorno anche la Sicilia e la Calabria godranno di questa possibilità, noi siamo persino fortunati: facciamo parte della stessa Nazione!
Questa visione onirica spero possa essere di buon auspicio per il nostro futuro e ci possa persino provare a competere con la Danimarca, giudicata da anni dall’Onu la società più felice del mondo.
Vi stupirò: tutto funziona, tutto è pulito e i danesi sono un popolo gentile.
La nostra prima tappa, dopo aver lasciato i bagagli al “The Square” è stata il museo Ny Carlsberg Glyptotek. Siamo rimasti letteralmente rapiti e il tempo è volato senza che ce ne accorgessimo. Il museo del XIX secolo, recentemente rinnovato, dev’essere una delle visite obbligatorie. Oltre alle preziose opere di arte romana ed ai ritrovamenti egizi, il Carlsberg racchiude una ricca collezione di arte impressionista e post impressionista francese. Lasciatevi andare, chiudete gli occhi e vi ritroverete dentro un dipinto.
Il buio, come nelle maggiori città del Nord, ti abbraccia presto, usciti dal museo e complice l’atmosfera natalizia ci siamo mescolati tra la gente scoprendo i caratteristici mercatini del Natale. Quello che mi ha più colpito? La realtà inaspettata al centro di Copenaghen presso Højbro Plads: manufatti in pelliccia, leccornie e una grande slitta a favore di selfie.
Un sorso di glogg, un bacio romantico e la prima notte lascia spazio ad una nuova alba di lunghe passeggiate.

Gnoseologia della moda
Dopo aver costeggiato Inderhavn l’immaginario ti proietta dentro una fiaba di Hans Christian Andersen come una moderna Regina delle nevi (Sneedronningen). Nyhavn, un tempo zona di malaffare, è oggi crogiolo di bar caffè che brulicano di turisti. Lungo questo canale, diramazione dell’Inderhavn, si allineano edifici del XVIII secolo che appartenevano ai mercanti. Allo sbocco del Nyhavn una grande ancora rende omaggio ai marinai che persero la vita durante la seconda Guerra Mondiale. Adesso immaginate i colori vivaci, le decorazioni natalizie e un fluido via vai di input emozionali. Forse vi sto annoiando un po’ troppo, mi dilungo con immagini e parole, ma di una cosa voglio esser certa: mi piacerebbe lasciarvi la sensazione di passeggiare al mio fianco, mi piacerebbe regalarvi la percezione che desta la curiosità, mi piacerebbe emozionarmi con voi quando si scopre qualcosa di nuovo, quando in lontananza sulla battigia intravedi la celeberrima sagoma in bronzo della Sirenetta (Den lille Havfrue).

Gnoseologia della moda
A pochi passi dalla Sirenetta, nei pressi di Langelinie, per ritornare verso il centro, si può passare all’interno dell’antica fortificazione militare di Kastellet, risalente al 1660, la cui peculiarità è dettata non solo dalla forma a stella ma anche dalla posizione strategica: dai bastioni è possibile ammirare lo skyline di Copenaghen, il porto, uno scorcio di mare e the Marble Church.
Attraversato il ponticello, un paio di passi e potremmo diventare gli ospiti dei reali danesi. Un’immensa piazza si presenta davanti ai nostri occhi, le Guardie Reali ad ogni ingresso ti danno il benvenuto ad Amalienborg la residenza della famiglia reale. Il complesso costituisce uno dei migliori esempi di Rococò in Danimarca. Adesso rileggete la frase precedente immaginando la sigla di Passaggio a Nord Ovest di Piero Angela.
Vorrei aprire una parentesi sul cibo, su tutto ciò che ho assaggiato durante la mia permanenza e sopratutto lungo Trangravsej presso lo Street Food Copenaghen, ma lascerò questo argomento per ultimo.
Questa Capitale riesce ad essere austera e dinamica persino nell’approccio museale. Mentre si osservano le opere del Statens Museum for Kunst è possibile leggere accanto ad un classico “olio su tela, anno e autore” l’hashtag con il quale condividere l’ipotetico scatto, ovviamente e rigorosamente senza flash e potenzialmente visibile sul sito ufficiale SMK. La collezione permanente comprende opere di artisti che abbracciano un arco temporale che si dilata dal 1400 ai giorni nostri. Come sempre le opere contemporanee sono quelle che devono più essere attenzionate ed interpretate. “Please, Keep Quiet!” è un’installazione angosciante: entrando in questa installazione di Elmgreen e Dragset attraverso delle porte a vento tipiche degli ospedali ti catapultano dentro una dimensione asettica e iperrealista. Sono entrata, quasi in punta di piedi per non disturbare nessuno. L’arte deve colpire e far parlare si sé. Ci sono riusciti in maniera impeccabile creando la sinossi tra mortalità umana e immortalità dell’arte.

Gnoseologia della moda
Cercare di riassumere queste esperienze in un unico articolo può sembrare riduttivo, ma l’ipotesi di “acchiappare” la vostra attenzione tra queste righe si può dimostrare un progetto ambizioso, come quello di realizzare la perfetta linea di eyeliner la mattina appena sveglie o di vivere come nelle favole con tanto di vissero felici e contenti, ma per quello basta fare un giro al Giardino di Tivoli. Famoso per l’ambiente fiabesco, gli edifici dal sapore orientale e i ristoranti, il giardino di Tivoli è molto più che un parco di divertimenti. L’atmosfera magica ha un forte potere deduttivo ed il tutto durante il periodo natalizio è enfatizzato da elfi e dai caratteristici addobbi. Il parco influenzò fortemente Walt Disney che, dopo averlo visitato, ne rimase impressionato al punto da dichiarare “Ecco come dovrebbe essere un parco di divertimenti!”
N.B: Attenzione se postate una foto su Facebook e vi geolocalizzate potrebbe chiamare vostra madre e rimproverarvi che siete tornati in Italia senza avvertirla!

 


Cosa ho gustato e vi consiglio di assaggiare una volta in Danimarca?

  • Smørrebrød una fetta di pane di segale accompagnata con salmone e avocado ma ne esistono differenti varianti;
  • Hamburger con carne di anatra caramellata;
  • Aebleskiver un dolcetto in pastella rotondo con al centro un pezzettino di mela e una spolverata di zucchero al velo;
  • Kogt Hamburgerryg piatto danese a base di lonza di maiale preparato con timo e prezzemolo. Viene servito con patate, verdure lesse e salsa di rafano.
Annunci

Pubblicato da

Έτσι, δεν γνωρίζω ... "Io so di non sapere" ma grazie alle infinite risorse della Rete mi esercito ogni giorno per cercare di aggiungere un tassello in più al proscenio del mio scibile. In cosa sono laureata? Scienze filosofiche. Giornalista - Dalla raggiante Catania (Acicastello Informa) mi sono spostata a Roma dove lavoro come Account executive dell'azienda Lexmedia; sono web editor, fashion passionate e amante dei viaggi.

4 thoughts on “Che ci facevo a Copenaghen?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...