AltaRoma: il venerdì dalle linee leggere

Ph. Erica Fasano


Scrivere dopo le sfilate e riuscire a mettere il lettore nelle condizioni di empatia è un progetto altisonante, a tratti utopico. Le immagini si susseguono; è un racconto di memorie. Come per ogni edizione di AltaRoma snocciolerò una cronaca postuma delle giornate.

Nelle puntate precedenti avrete sicuramente letto del ‘mio giovedì’ all’insegna dei nuovi talenti, adesso è il tempo di raccontarvi la mia esperienza alla visione delle collezioni disegnate da Antonella Rossi e Giada Curti.


Esperienza condivisa quella dell’atelier Rossi grazie al meticoloso sguardo di Viviana, amica e spalla professionale in questa giornata, mi è stato possibile delineare un nitido quadro romantico della Collezione Antonella Rossi Haute Couture SS 2016, disegnata da Giulia Mori, presentata all’hotel Westin Excelsior.

In passerella donne che sembrano aver appena varcato la patinata soglia del set cinematografico. Un classico film in bianco e nero riportato alla luce grazie alla maestria di giovani mani. Gli abiti dalle linee semplici e i colori pastello hanno il sapore newyorkese descritto da Capote e la leggendaria materia tessile italiana. La particolarità degli abiti che viene riscontra, anche da un occhio disattento, è l’accostamento di universi paralleli: la spugna a fianco di raso, crepe e georgette di pura seta, voile e piquet di cotone, la morbida viscosa e l’immancabile tulle. In passerella la bellissima Coumbelle Kane, top model senegalese testimonial del progetto African Fashion Gate e protagonista dell’ultimo video di Stevie Wonder e Mao Otayeck Wait. Un mood internazionale per una romantica Roma.

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Ed è solo nella seconda metà di venerdì che posso ufficialmente decretare l’inizio della mia AltaRoma. Il mio cavaliere, con il suo fido destriero a due ruote, ha sfidato il dedalo delle vie trafficate e le asperità dei sanpietrini per giungere sotto il mio ufficio puntale e portarmi nell’incantevole St. Regis (si è lo stesso hotel in cui hanno alloggiato i Rolling Stones l’anno in cui suonarono al Circo Massimo…che esperienza! Ma quello è un altro capitolo).

Il caos all’ingresso, l’attesa, il chiacchiericcio dei fotografi e in un attimo si abbassano le luci e si alza la musica. Apertura del sipario. La divina marchesa presente in ognuna di noi lascia lo spazio alla fantasia e ai sogni di epoche lontane attraversando sinuosamente la passerella allestita al St. Regis. La musa della collezione è la ‘divina marchesa’ Luisa Casati.

Nel corso degli anni mi ero imbattuta spesso in questo dipinto senza mai soffermarmi troppo sul fascino carismatico di questa donna mecenate dell’arte. È grazie alla stilista Giada Curti che si riscopre il fascino senza tempo di questa figura all’avanguardia.


Le sue donne esprimono sensualità intellettuale attraverso la leggerezza della trasparenza e il pizzo rebrodè. Una palette di colori primordiali, il nero e il bianco, delineano le linee decise per una donna grintosa che non vuole rinunciare alla bellezza del suo essere.

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Έτσι, δεν γνωρίζω ... "Io so di non sapere" ma grazie alle infinite risorse della Rete mi esercito ogni giorno per cercare di aggiungere un tassello in più al proscenio del mio scibile. In cosa sono laureata? Scienze filosofiche. Giornalista - Dalla raggiante Catania (Acicastello Informa) mi sono spostata a Roma dove lavoro come Account executive dell'azienda Lexmedia; sono web editor, fashion passionate e amante dei viaggi.

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