Il diario di GDM ad AltaRoma Part.I

Dolce week end romano all’insegna dell’alta moda. Le strade pullulano di gente con badge e cartelle stampa di AltaRoma. La città é in fermento e non mancano gli imbucati dell’ultim’ora. Ma come dar torto loro? La Capitale si sveglia patinata e tutti vogliono prender parte alle iniziative più cool. Per me é la seconda edizione, emozionante, travolgente, sono immersa totalmente in questa dimensione onirica, totalmente differente dal proscenio catanese dal quale provengo. Ascolto aneddoti riguardanti le precedenti edizioni, invio e rispondo ad e mail come non ci fosse un domani, stringo amicizie: é un vortice colorato, un gorgo in cui lasciarsi inghiottire.

Le iridescenti scale del Palazzo delle Esposizioni, quartiere generale per l’edizione AltaRoma in corso, con la cornice delle opere di David LaChapelle, sono la passerella dello street style. Donne imbellettate, uomini eccentrici si contendono lo scatto che sui social avrà più “like”.

Sono le ore 13.00 é il momento della sfilata collezione autunno inverno 2015-2016 di Rani Zakhem si abbassano le luci e inizia lo spettacolo. In un batter di ciglia ci ritroviamo indietro nel tempo grazie alla rivisitazione dei costumi iconici del cinema americano d’epoca e all’omaggio a Marlene Dietrich.

La donna di Zakhem é sempre iper femminile, ad un passo dall’esser divinità, grazie ai volumi leggeri dello chiffon di seta impreziositi dalle paillettes e dai cristalli ricamati. La pudicizia lascia lo spazio alla voluttuosità narcisistica delle ampie scollature e dei vertiginosi spacchi. La donna pensata dallo stilista libanese é irraggiungibile, “desiderabile ma sfuggente” come l’essenza di un profumo floreale sentito inaspettatamente per strada.

Dopo aver amato Lola nel suo ambiente ibrido tra Art Decò ed Ertè si cambia corridoio nel pomeriggio e partecipo all’inaugurazione della mostra 5+5 – 5 Designer di successo sostengono 5 Designer emergenti. Un importante progetto supportato da Vogue Italia e Regione Lazio. Il tocco inconfondibile di Franca Sozzani é subito evidente. Lei, nuova consigliera nel direttivo AltaRoma, é da sempre grande promotrice dei nuovi talenti e questo evento é la dimostrazione di come la creatività giovanile debba essere incentivata, stimolata e favorita.

Thomas Tait per Martine Rose, Marco De Vincenzo per Carlo Volpi, Nicholas Kirkwood per Les Petits Jouers, Msgm per Matteo Lamandini e Paul Andrew per Fernando Jorge.

Leggiadra nel suo abito estivo e il sandalo “nude” il Direttore di Vogue, accompagnata dalla senior fashion editor Sara Maino, si sofferma a discutere con i giovani designer, interpreti di nuove dimensioni moderne. I flûte danzano sottolineando che le eccellenze “fresche” possono essere la chiave di volta per reinterpretare una nuova eleganza contemporanea, non solo in maniera idealistica.

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Έτσι, δεν γνωρίζω ... "Io so di non sapere" ma grazie alle infinite risorse della Rete mi esercito ogni giorno per cercare di aggiungere un tassello in più al proscenio del mio scibile. In cosa sono laureata? Scienze filosofiche. Giornalista - Dalla raggiante Catania (Acicastello Informa) mi sono spostata a Roma dove lavoro come Account executive dell'azienda Lexmedia; sono web editor, fashion passionate e amante dei viaggi.

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